• Sospensione adempimenti fiscali e Dichiarazione IVA al 30 Giugno – di Pier Maria Prisco

    I nuovi DL 18/2020, cosiddetto Cura Italia, e il DL 23/2020, cosiddetto Decreto Liquidità hanno disposto le sospensioni di adempimenti e versamenti fiscali nel periodo che intercorre da marzo a maggio. Il disposto dell’art. 62 del Decreto Cura Italia, prevede la sospensione degli adempimenti in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, riconoscendo la possibilità di effettuarli senza applicazione di sanzioni entro il più ampio termine del 30 giugno 2020.

    La dichiarazione IVA, con scadenza originaria al 30 aprile, è il più rilevante adempimento interessato dalla sospensione dei termini. Il termine del 30 aprile restava confermato per i soggetti non residenti che hanno nominato un rappresentante fiscale nel territorio dello Stato e per quelli che si sono identificati direttamente ai fini IVA in Italia (art. 35-ter del DPR 633/72). L’art. 62 del DL 18/2020 ha, infatti, limitato la sospensione degli adempimenti ai soli soggetti passivi con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato. L’esclusione per i richiamati soggetti, nonostante la pandemia sia stata riconosciuta su scala internazionale, ha trovato un’implicita conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate che, nella circolare n. 8/2020, ha affermato che la sospensione dei termini degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 non riguarda “i soggetti esteri”. La sospensione del termine ordinario di presentazione della dichiarazione IVA e il suo rinvio al 30 giugno 2020 produce degli effetti, come rilevato in una recente circolare di Assonime, anche in merito all’individuazione del termine ultimo: per considerare validamente presentata la dichiarazione annuale ai sensi dell’art. 2 comma 7 del DPR 322/98; ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA a norma dell’art. 19 comma 1 del DPR 633/72, nonché ai fini dell’emissione delle note di variazione in diminuzione a norma dell’art. 26 comma 2 del DPR 633/72. In presenza di un saldo IVA a credito, tuttavia, è interesse del soggetto passivo presentare la dichiarazione annuale il prima possibile, al fine di avviare la procedura per l’erogazione del rimborso o utilizzare il credito in compensazione. Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 8 del 3 aprile 2020, la sospensione si applica anche agli adempimenti in materia di IVA e, tra gli altri, all’invio dei corrispettivi telematici, anche se limitatamente ad alcune ipotesi. Nello specifico, la sospensione è stata ammessa: nelle ipotesi in cui l’invio dei dati venga legittimamente differito a un momento successivo rispetto alla memorizzazione, ad esempio a causa dell’assenza di rete internet o per problemi di connettività del registratore telematico; per i corrispettivi “mensili”, ossia per i soggetti che, non utilizzando ancora un registratore telematico o la procedura web, effettuano l’invio dei dati entro il mese successivo a quello di riferimento, beneficiando ancora della moratoria delle sanzioni di cui all’art. 2 comma 6-ter del DLgs. 127/2015; per i corrispettivi dei distributori di carburante, anch’essi da inviare con cadenza periodica, almeno ogni 60 giorni (art. 2 comma 2 del DLgs. 127/2015).

    Si può sostenere che anche la regolarizzazione dell’omesso invio dei corrispettivi del secondo semestre 2019 possa rientrare tra i termini oggetto di sospensione ai sensi del DL “Cura Italia”, anche se non chiaramente esplicitato. Di conseguenza, tale regolarizzazione dovrebbe poter avvenire entro il prossimo 30 giugno, senza l’applicazione di sanzioni. Resta fermo che la semplificazione in parola riguarda le sole ipotesi in cui l’omesso invio dei corrispettivi del 2019 costituisce l’unica omissione riscontrabile. Diversamente, laddove, ad esempio, tale violazione si accompagni all’omessa memorizzazione dei dati, o alla memorizzazione con dati incompleti o non veritieri, troveranno comunque applicazione sanzioni. Restando infine in tema di adempimenti, la scadenza della liquidazione periodica del primo trimestre 2020, fissata al 31 maggio, è oggetto anch’essa di proroga al 30 giugno. Ci sarà quindi un mese in più di tempo per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi al primo trimestre. Nessuna novità invece per gli altri termini di trasmissione delle Lipe: restano quattro le scadenze annuali previste, così come sarà possibile saltare l’invio dei dati del quarto trimestre trasmettendo la dichiarazione IVA entro il 28 febbraio.

  • Covid-19. Riapertura delle attività e necessaria applicazione dei protocolli per la sicurezza – di Concetta Lanza

    Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, firmato lo scorso 26 aprile, ha introdotto nuove misure tese al contenimento del contagio da Covid19 sull’intero territorio nazionale. Le disposizioni troveranno applicazione, in sostituzione di quelle introdotte dal DPCM del 10 aprile 2020, dal 4 maggio e saranno efficaci fino al 17 maggio prossimo. In forza del decreto, le attività di impresa, arte e professione saranno interessate da una parziale riduzione delle restrizioni in vigore da più di un mese e mezzo. Resteranno sospese almeno fino al 17 maggio 2020 le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 del decreto, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività. Resteranno chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Resteranno aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Continueranno ad essere sospese le attività inerenti servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2 del decreto (lavanderie, tintorie, servizi di pompe funebri e attività connesse). Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. In ultimo, l’allegato 3 al DPCM del 26 aprile 2020 prevede il nuovo elenco dei codici Ateco che potranno operare nella cosiddetta “Fase 2” dell’epidemia; in sintesi, potranno riprendere l’attività le aziende del settore manifatturiero, edile e le attività all’ingrosso ad essi collegati, le attività di asporto per bar e ristoranti (che si aggiunge alla possibilità, già consentita, di svolgere attività a domicilio), le aziende del settore tessile e della moda, le aziende del settore di fabbricazione auto, i mobilifici e le aziende che producono e commercializzano vetro. Ad ogni modo, per tutte le attività varrà la regola della sicurezza sul lavoro e del distanziamento sociale; sarà necessario garantire pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura, garantire un’adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria, assicurare ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani, assicurare l’utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e  comunque in tutte le possibili  fasi  lavorative  laddove  non  sia  possibile garantire il distanziamento interpersonale, usare guanti “usa e getta”  nelle  attività  di  acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande, porre in essere ogni attività tesa ad assicurare accessi regolamentati e scaglionati attraverso, ad esempio, ampliamenti delle fasce orarie. Assumerà fondamentale importanza la capacità dell’impresa di adeguarsi ai cosiddetti “protocolli di sicurezza”: la prosecuzione delle attività produttive potrà, infatti, avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione così come delineati dai “Protocolli condivisi di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, nei cantieri e nel settore del trasporto e della logistica” allegati al decreto del 26 aprile scorso; detti protocolli forniscono indicazioni operative alle imprese con lo scopo di incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia ( a titolo di esempio, modalità di ingresso in azienda, modalità di accesso dei fornitori esterni, pulizia e sanificazione in azienda, gestione entrata e uscita dei dipendenti). La mancata attuazione dei Protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determinerà la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Nel rispetto di tali protocolli di sicurezza nonché delle misure minime “anti-contagio” e ferma restando la “normativa di settore”, già dal 30 aprile scorso, bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie e agriturismi calabresi, grazie ad un’ordinanza del 29 aprile a firma della governatrice Jole Santelli, hanno potuto anticipare la ripartenza seppur limitatamente all’attività di somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto e fatte salve le diverse determinazioni che alcuni Comuni calabresi hanno inteso adottare recependo sostanzialmente quanto disposto, invece, dal DPCM del 26 aprile. Allo stesso modo hanno potuto riprendere le loro attività i commercianti calabresi di generi alimentari presso i mercati all’aperto, anche ambulanti fuori dal proprio Comune, nonché i commercianti al dettaglio, anche in forma ambulante, di fiori, piante, semi e fertilizzanti.

  • EFFETTO COVID-19 SUI BILANCI CHIUSI AL 31.12.2019 – di Umile Guarnieri.

    La rapidissima diffusione con cui l’epidemia da Coronavirus si è sviluppata e diffusa nel nostro Paese ha inesorabilmente implicato evidenti effetti anche ai fini della predisposizione, attualmente in corso, dei bilanci relativi all’esercizio 2019. Le principali problematiche a tal riguardo attengono, in particolare ai fatti successivi alla chiusura dell’esercizio, alla Relazione sulla gestione, alla continuità aziendale ed alla Relazione di revisione. In questo articolo esamineremo nello specifico “i fatti successivi alla chiusura dell’esercizio”, partendo da quelle che sono le disposizioni dettate dall’Organismo Italiano di Contabilità.

    Per ciò che concerne i fatti successivi alla chiusura dell’esercizio, il documento OIC 29, che disciplina il trattamento contabile dei fatti avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio precisa, che in via preliminare costituiscono “fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio” quei fatti, positivi e/o negativi, che avvengono tra la data di chiusura e la data di formazione del bilancio d’esercizio. Nello specifico, il documento OIC 29 precisa che devono essere riportati nei valori delle attività e passività di bilancio, quei fatti che mostrano condizioni già esistenti alla data di riferimento del bilancio, ma che si manifestano solo dopo la chiusura dell’esercizio. Bisogna, quindi, riportare in bilancio l’effetto che tali fatti determinano sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico alla data di chiusura dell’esercizio. A titolo esemplificativo, rientrano tra i fatti che devono essere recepiti nei valori di bilancio la scoperta di un errore o di una frode, oppure la determinazione, dopo la chiusura dell’esercizio, di un premio da corrispondere ai dipendenti a titolo di emolumento per le prestazioni rese nell’esercizio chiuso.

    Il termine entro cui il fatto si deve verificare perché se ne tenga conto è la data di formazione del bilancio, che nella generalità dei casi coincide con la data di redazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori. Comunque, se tra la data di formazione del bilancio e la data di approvazione da parte dell’assemblea dei soci si verificano eventi tali da avere un effetto rilevante sul bilancio, gli amministratori devono adeguatamente modificare il progetto di bilancio, nel rispetto del procedimento previsto per la formazione del bilancio.

    Sempre secondo quanto disposto dal documento OIC 29, nei valori di bilancio non devono essere recepiti, in quanto di competenza dell’esercizio successivo, quei fatti che riguardano situazioni verificatesi dopo la data di chiusura del bilancio, quest’ultimi dovranno essere soltanto illustrati in Nota integrativa, se rilevanti.

    Difatti, la mancata indicazione di tali eventi nella Nota integrativa comprometterebbe la possibilità per i destinatari dell’informazione societaria di operare corrette valutazioni, nonché prendere appropriate decisioni. A titolo esemplificativo i fatti di gestione che sono indicati nel principio contabile in esame potrebbero essere la distruzione di impianti, macchinari, merci in seguito ad incendi, inondazioni o altre calamità naturali oppure la sostituzione di un prestito a breve con un prestito a lungo termine conclusasi nel periodo tra la data di chiusura dell’esercizio e la data di formazione del bilancio. Ulteriori esempi di fatti successivi che richiedono un’informativa in Nota integrativa sono ad esempio operazioni di natura straordinaria, quali fusioni, scissioni o conferimenti, eseguite dopo la chiusura dell’esercizio; acquisti o cessioni di un’azienda significativa; annuncio o avvio di piani di ristrutturazione, aumento di capitale, assunzione di rilevanti impegni contrattuali.

    In riferimento ai soggetti giuridici con esercizio sociale coincidente con l’anno solare, l’emergenza Covid-19 non rientra tra i fatti successivi che devono pertanto essere recepiti nei valori di bilancio, in quanto è di competenza dell’esercizio 2020, ma, in considerazione della sua rilevanza, rientra tra i fatti successivi che devono essere illustrati in Nota integrativa. L’epidemia è, infatti, assimilabile ad una calamità naturale in quanto avvenuta evidentemente nell’esercizio successivo a quello cui si riferisce il bilancio con le conseguenti limitazioni o sospensioni delle attività economiche, a partire da fine febbraio 2020, allorquando, il progetto di bilancio non era, generalmente, ancora stato predisposto. Si ricorda, peraltro, che l’art. 106 del DL 17.3.2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”) dispone, in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364 co. 2 c.c. (per le spa e le sapa) e 2478-bis co. 2 c.c. (per le s.r.l.) o alle diverse disposizioni statutarie, che potrebbero non prevedere la possibilità del rinvio dei termini di approvazione del bilancio d’esercizio, che l’assemblea ordinaria chiamata ad approvare i bilanci 2019 possa essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, ovvero entro il prossimo 28.6.2020. In questo caso, il progetto di bilancio dovrebbe essere predisposto entro il 29.5.2020. In tali ipotesi, che dovrebbero rappresentare la maggioranza, l’emergenza si manifesterebbe prima della redazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori e di essa dovrebbe, quindi, opportunamente tenersi conto. Solo i soggetti che hanno approvato il bilancio entro il mese di febbraio, si ritiene non debbano fornire informazioni in bilancio, in quanto il virus non aveva ancora avuto una diffusione tale da poter considerare rilevante l’effetto sui dati di bilancio. Contrariamente, se il progetto di bilancio fosse stato redatto entro il mese di febbraio, ma il bilancio non fosse stato ancora approvato alla stessa data, la diffusione dell’epidemia impone, data la sua portata, la modifica del progetto di bilancio, con l’inserimento della relativa informativa.

  • L’Arbitrato – approfondimenti e riflessioni

    11 Febbraio 2020 – ore 15.00-18.00
    Presso ODCEC di Cosenza
    Viale G. Mancini, Largo Auletta (CS)

  • UNIONE D’ESTATE

    26 Luglio 2018 – ore 20.30
    da Ferrocinto in Tavola, Rende (CS)

  • Convegno Nazionale Economisti e Giuristi insieme – 15 e 16 Giugno – Roccella Jonica (RC)

  • Rinnovati i vertici dei giovani commercialisti di Cosenza

    Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea dei soci dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Cosenza per l’elezione del nuovo Direttivo e del Collegio dei Probiviri, che resteranno in carica per il triennio 2018-2021.
    Alla guida della nuova compagine è stato eletto come Presidente Umile Guarnieri, il quale prende il testimone del past president Osvaldo Piacentini. A completare il Direttivo sono stati eletti alla carica di Vice Presidente Concetta Lanza, alla carica di Segretario Serafino Mascaro, a quella di Tesoriere Alessandra Greco, e in qualità di consiglieri Manuela Adimari, Fabrizio Martire ed Elvira De Napoli, responsabile, quest’ultima, delle Commissioni di Studio. Rinnovato anche il Collegio dei Probiviri presieduto da Giulio Meringolo e composto da Noemi Giordano e Pier Maria Prisco.

    Il neo eletto Presidente Guarnieri ha fissato come obiettivo del mandato quello di dare voce ai giovani colleghi che si affacciano alla complessa professione del Dottore Commercialista, attraverso percorsi formativi, convegni, seminari, corsi di formazione, per favorirne l’inserimento nella società e nella professione al fine di realizzare uno degli obiettivi primari dell’Unione: adeguare le competenze professionali all’evoluzione della realtà politica, sociale ed economica.

    L’Unione di Cosenza, che ha appena l’anno scorso raggiunto il traguardo dei 50 anni di attività sindacale, si propone cosi anche nel prossimo triennio come “faro” per i giovani professionisti di questa categoria.

  • UNIONE D’ESTATE da FERROCINTO VINO IN TAVOLA

    UNIONE D’ESTATE da FERROCINTO VINO IN TAVOLA

  • CONVEGNO ” IMPOSTA DI REGISTRO”

    CONVEGNO “IMPOSTA DI REGISTRO” ORGANIZZATO DALL’UNIONE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI DI COSENZA VENERDI 4 DICEMBRE ORE 15.00 Sala Conferenze Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Cosenza, evento valido ai fini della formazione professionale continua.

     

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    CONVEGNO “PROFILI DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE”

    CONVEGNO “PROFILI DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE”
    ORGANIZZATO DALL’UNIONE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI DI COSENZA
    MARTEDI 21 LUGLIO ORE 16.30 CASTELLO SVEVO
    evento valido ai fini della formazione professionale continua.

    A seguire apericena per festeggiare insieme il nostro insediamento.
    Chi fosse interessato a partecipare può ritirare il biglietto direttamente alla segreteria dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Cosenza.

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