• EFFETTO COVID-19 SUI BILANCI CHIUSI AL 31.12.2019 – di Umile Guarnieri.

    La rapidissima diffusione con cui l’epidemia da Coronavirus si è sviluppata e diffusa nel nostro Paese ha inesorabilmente implicato evidenti effetti anche ai fini della predisposizione, attualmente in corso, dei bilanci relativi all’esercizio 2019. Le principali problematiche a tal riguardo attengono, in particolare ai fatti successivi alla chiusura dell’esercizio, alla Relazione sulla gestione, alla continuità aziendale ed alla Relazione di revisione. In questo articolo esamineremo nello specifico “i fatti successivi alla chiusura dell’esercizio”, partendo da quelle che sono le disposizioni dettate dall’Organismo Italiano di Contabilità.

    Per ciò che concerne i fatti successivi alla chiusura dell’esercizio, il documento OIC 29, che disciplina il trattamento contabile dei fatti avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio precisa, che in via preliminare costituiscono “fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio” quei fatti, positivi e/o negativi, che avvengono tra la data di chiusura e la data di formazione del bilancio d’esercizio. Nello specifico, il documento OIC 29 precisa che devono essere riportati nei valori delle attività e passività di bilancio, quei fatti che mostrano condizioni già esistenti alla data di riferimento del bilancio, ma che si manifestano solo dopo la chiusura dell’esercizio. Bisogna, quindi, riportare in bilancio l’effetto che tali fatti determinano sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico alla data di chiusura dell’esercizio. A titolo esemplificativo, rientrano tra i fatti che devono essere recepiti nei valori di bilancio la scoperta di un errore o di una frode, oppure la determinazione, dopo la chiusura dell’esercizio, di un premio da corrispondere ai dipendenti a titolo di emolumento per le prestazioni rese nell’esercizio chiuso.

    Il termine entro cui il fatto si deve verificare perché se ne tenga conto è la data di formazione del bilancio, che nella generalità dei casi coincide con la data di redazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori. Comunque, se tra la data di formazione del bilancio e la data di approvazione da parte dell’assemblea dei soci si verificano eventi tali da avere un effetto rilevante sul bilancio, gli amministratori devono adeguatamente modificare il progetto di bilancio, nel rispetto del procedimento previsto per la formazione del bilancio.

    Sempre secondo quanto disposto dal documento OIC 29, nei valori di bilancio non devono essere recepiti, in quanto di competenza dell’esercizio successivo, quei fatti che riguardano situazioni verificatesi dopo la data di chiusura del bilancio, quest’ultimi dovranno essere soltanto illustrati in Nota integrativa, se rilevanti.

    Difatti, la mancata indicazione di tali eventi nella Nota integrativa comprometterebbe la possibilità per i destinatari dell’informazione societaria di operare corrette valutazioni, nonché prendere appropriate decisioni. A titolo esemplificativo i fatti di gestione che sono indicati nel principio contabile in esame potrebbero essere la distruzione di impianti, macchinari, merci in seguito ad incendi, inondazioni o altre calamità naturali oppure la sostituzione di un prestito a breve con un prestito a lungo termine conclusasi nel periodo tra la data di chiusura dell’esercizio e la data di formazione del bilancio. Ulteriori esempi di fatti successivi che richiedono un’informativa in Nota integrativa sono ad esempio operazioni di natura straordinaria, quali fusioni, scissioni o conferimenti, eseguite dopo la chiusura dell’esercizio; acquisti o cessioni di un’azienda significativa; annuncio o avvio di piani di ristrutturazione, aumento di capitale, assunzione di rilevanti impegni contrattuali.

    In riferimento ai soggetti giuridici con esercizio sociale coincidente con l’anno solare, l’emergenza Covid-19 non rientra tra i fatti successivi che devono pertanto essere recepiti nei valori di bilancio, in quanto è di competenza dell’esercizio 2020, ma, in considerazione della sua rilevanza, rientra tra i fatti successivi che devono essere illustrati in Nota integrativa. L’epidemia è, infatti, assimilabile ad una calamità naturale in quanto avvenuta evidentemente nell’esercizio successivo a quello cui si riferisce il bilancio con le conseguenti limitazioni o sospensioni delle attività economiche, a partire da fine febbraio 2020, allorquando, il progetto di bilancio non era, generalmente, ancora stato predisposto. Si ricorda, peraltro, che l’art. 106 del DL 17.3.2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”) dispone, in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364 co. 2 c.c. (per le spa e le sapa) e 2478-bis co. 2 c.c. (per le s.r.l.) o alle diverse disposizioni statutarie, che potrebbero non prevedere la possibilità del rinvio dei termini di approvazione del bilancio d’esercizio, che l’assemblea ordinaria chiamata ad approvare i bilanci 2019 possa essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, ovvero entro il prossimo 28.6.2020. In questo caso, il progetto di bilancio dovrebbe essere predisposto entro il 29.5.2020. In tali ipotesi, che dovrebbero rappresentare la maggioranza, l’emergenza si manifesterebbe prima della redazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori e di essa dovrebbe, quindi, opportunamente tenersi conto. Solo i soggetti che hanno approvato il bilancio entro il mese di febbraio, si ritiene non debbano fornire informazioni in bilancio, in quanto il virus non aveva ancora avuto una diffusione tale da poter considerare rilevante l’effetto sui dati di bilancio. Contrariamente, se il progetto di bilancio fosse stato redatto entro il mese di febbraio, ma il bilancio non fosse stato ancora approvato alla stessa data, la diffusione dell’epidemia impone, data la sua portata, la modifica del progetto di bilancio, con l’inserimento della relativa informativa.